Molti consumatori si trovano frequentemente disorientati di fronte alla selezione di vini con bollicina. Quando si sceglie un Prosecco, l’attenzione viene spesso catturata dalla denominazione (DOCG o DOC) o dal grado di dolcezza (Brut o Dry). Eppure, c’è una parola che, se presente in etichetta, comunica immediatamente un livello di qualità e di selezione superiore: Millesimato.
Ma cosa significa esattamente Prosecco Millesimato? E perché questa dicitura è così importante per chi cerca un’esperienza di degustazione più raffinata?
Il significato di Prosecco Millesimato
Per comprendere il significato di Prosecco millesimato bisogna partire dal termine: millesimato deriva da millésime (annata) e indica che tutte le uve impiegate provengono dalla stessa vendemmia indicata in etichetta; non si usano vini di riserva di annate diverse, scelta che sottolinea la fiducia del produttore nella qualità di quell’annata.
Quando ci si domanda cos’è il Prosecco millesimato e cosa significa la sua denominazione è quindi bene ricordare che il produttore ha avuto la fiducia e la materia prima per vinificare separatamente un’annata ritenuta eccellente, senza la necessità di bilanciarla con vini di riserva provenienti da anni precedenti.
Come riconoscere un Prosecco Millesimato
Dopo aver definito il concetto e il significato della denominazione “Prosecco millesimato”, riconoscerlo è molto semplice: basta osservare il retro dell’etichetta. Oltre al nome del vino e alla denominazione (ad esempio, Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG), troverete chiaramente indicata l’annata di vendemmia. Se l’anno è presente, siete di fronte a un Millesimato.
Per legge e per prassi, la dicitura “Millesimato” è quasi sempre accompagnata dall’anno (es. Millesimato 2024). La presenza dell’anno è la prova inequivocabile di una lavorazione focalizzata sulla migliore espressione di quella specifica stagione.
Inoltre, va tenuta presente un’annotazione molto importante:
il prosecco è un vino giovane pertanto, a differenza di altre tipologie come lo champagne, non va mantenuto in cantina per lunghi periodi di tempo. Il prosecco è un vino che è consigliabile bere entro l’anno dalla produzione (al massimo un anno e mezzo) quindi è importante verificare anche la data di produzione di un Prosecco Millesimato per evitare che sia passato troppo tempo dalla data di produzione.
Metodo produttivo e vantaggi sensoriali
La produzione di un Millesimato comporta un lavoro più selettivo, ma offre benefici organolettici straordinari: la selezione in vigna è più rigorosa, si scelgono grappoli dalle parcelle migliori e la vinificazione mira a preservare l’identità dell’annata. Il risultato è maggiore espressione aromatica, freschezza più netta, e spesso, una maggiore longevità rispetto ad un Prosecco non millesimato; in sostanza, il Millesimato è il ritratto sensoriale di un anno eccezionale.
Millesimato vs Cuvée: due filosofie a confronto
Se il termine “Millesimato” è legato a un unico anno, il termine Cuvée risponde a una filosofia completamente diversa, anch’essa votata alla qualità, ma con diversa tecnica.
La Cuvée (o Assemblaggio) è una miscela sapiente di vini base provenienti da uve e vigneti diversi e, soprattutto, annate diverse.
- Obiettivo del Millesimato: Esaltare la personalità e le peculiarità di una singola annata eccezionale. È un ritratto “fotografico” di quella vendemmia.
- Obiettivo della Cuvée: Creare un gusto costante e uno stile riconoscibile nel tempo. Il produttore crea ogni anno un prodotto che mantenga una sua personalità, è anch’esso un ritratto del territorio, ma basato sulla costanza.
Entrambe le scelte sono sinonimo di cura e competenza esprimendo due modi differenti di intendere l’eccellenza.
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